Dal "caso Radetzky" alle origini della lira al polo culturale di viale Matteotti a Broni l'applaudita conferenza del giovane storico ed esperto di numismatica Luca Giunchedi

Il mini-dagherrotipo del feldmaresciallo asburgico Radetzky (arcinemico della lotta per l’indipendenza italiana) celato all’interno di una moneta coniata dal governo provvisorio milanese sorto dopo le “Cinque giornate” e la cacciata degli austriaci dalla città. L’attività di monetazione della Repubblica di Venezia e della Repubblica Romana, effimeri ma significativi esperimenti di conduzione libera e democratica della cosa pubblica durante la Prima guerra d’Indipendenza (1848-49) in un ‘Italia che cercava disperatamente di liberarsi dalla dominazione straniera. Le origini della nostra “vecchia” lira. 
 
Sono solo alcuni degli aspetti affrontati da Luca Giunchedi, pavese, giovane ricercatore di studi storici delle prestigiose università di Padova e Ca’ Foscari di Venezia, oltre che studioso e appassionato di numismatica, protagonista dell’evento “L’Italia s’è desta. Le monete nel Risorgimento”, organizzato dalla Fondazione Pierfranco e Sandra De Micheli al polo culturale di viale Matteotti a Broni. Dopo i saluti del presidente della Fondazione, Emilio Piccinini e del sindaco Antonio Riviezzi, e la breve introduzione di Roberto Lodigiani, vicepresidente della Fondazione, Giunchedi ha illustrato al pubblico, in modo esauriente e coinvolgente – anche grazie a diapositive – significato storico, implicazioni economiche, curiosita e aneddoti dell’argomento al centro della serata. Fino alla “chicca” finale: l’esibizione di 4 monete del periodo risorgimentale appartenenti alla sua collezione privata.

Fondazione Pierfranco e Sandra De Micheli

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